Passato lo sgomento per la polpetta avvelenata, lanciata dal mostro Veltrusconi, come d’incanto si risvegliò il Premier fantasma Prodi-neve. Appena aprì gli occhi … subito li richiuse, poi li riaprì, si guardò attorno e vide i sette nani, ancora spaventati ma rissosi come sempre e, cosa più triste, il suo governo che si stava sciogliendo come neve al sole.
Più vicino c’era Mastellino poi, via via, i vari Mussolo, Scaniolo, Bertinottolo, Dipietrolo, Dilibertolo e Bosello (che aveva preso il posto dell’ormai delirante Pannellolo, partito da solo a combattere i mulini a vento nel lontano Regno Catto-clerico-sfascista). In uno dei rari momenti di veglia, per rassicurare i suoi nanetti, esclamò: “sono io il vostro garante!”.
Sembrava quasi svanita la paura del Veltrusconi e della riforma elettorale, quando il più brontolone e più autorevole dei nani, Bertinottolo, rispose: “la missione è fallita, andiamo tutti a casa!”.
I nanetti ricominciarono allora a tremare ed a litigare fra loro attribuendosi reciprocamente le colpe della crisi e scambiandosi accuse infamanti. Al solo pensiero di dover affrontare il percorso che li avrebbe riportati a casa, tra dicembre e giugno, fra ostacoli enormi da superare, sembravano essersi ancor più rimpiccioliti. Ecco allora paventarsi il problema della sicurezza nelle strade (con il Veltrusconi sempre in agguato), poi il Welfare (altro animale strano, probabilmente peloso e vorace, che tutti nominano ma nessuno conosce), il mitico Referendum (che fa tanta paura prima dello scontro, ma dopo però, anche se perdi, non succede niente), il Governissimo (che se lo conosci lo eviti) ed, infine, l’insuperabile soglia di sbarramento! Ma la cosa che più li rattristava non era affrontare questi pericoli, quanto doverlo fare ora, senza essere ancora arrivati alla pensione garantita! Già qualcuno si immaginava fagocitato dal mostro bicefalo, qualcun altro era certo di sparire nel nulla (all’apertura delle urne non avrebbero ritrovato neanche le ceneri!).
Certo nel Regno azzurro le cose non è che andassero molto meglio.
Certo nel Regno azzurro le cose non è che andassero molto meglio.
La vecchia casa delle libertà era andata distrutta in un soffio, i delfini erano stati mattati, il Cavaliere azzurro, per influsso della strega democratica (no, non la Bindi … ma Veltronia in persona!), mentre saliva sul predellino del suo cavallo, si era improvvisamente (ma sembra solo momentaneamente) trasformato nel mostro mitologico di cui sopra, mangiandosi in un sol boccone i due suoi figlioli indisciplinati.
Solo la nascita di una bimba e del prossimo principino di Azzurra, allietava ancora il popolo delle libertà, insieme con la speranza che l’incantesimo svanisse ed il Cavaliere tornasse alla carica recuperando le truppe disperse e frastornate.
(…il seguito alla prossima puntata)
Guglielmo Fedeli - Pubblicato su Tocque-ville
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