Su richiesta di Daniele Capezzone, ho provveduto ad eliminare, dalla prima pagina del mio Blog "Decidere Roma", simboli e riferimenti alla sua associazione decidere.net, alla quale avevo spontaneamente aderito fin dalla nascita.
Questo per evitare fraintendimenti e strumentalizzazioni da parte di chi, leggendo il Blog, potesse essere indotto a pensare che i miei "Post" esprimano l'attuale linea politica di Daniele Capezzone (ovvero di Forza Italia), in particolare riguardo il metodo dei "gazebo" per la "partecipazione democratica" del popolo della libertà.
A scanso di equivoci, preciso dunque che: tutto ciò che ho fin qui scritto e che continuerò a scrivere è frutto solamente delle mie riflessioni di uomo libero e liberale; che personalmente non rappresento, nè ho mai rappresentato, nessuno; che tempi e costi delle mie attività non sono mai stati ricompensati da chicchessia (...ed anche per questo mi considero completamente libero di esprimere le mie considerazioni).
Dal momento che mi riconosco ancora pienamente nei principi liberali e nei punti del programma che allora condivisi, non cancellerò le pagine e gli articoli di quei momenti in cui abbiamo creduto nella nascita di un nuovo modo di far politica e nella possibilità di sviluppo di un progetto di network liberale, progetto che sono disposto a portare avanti con chiunque ci creda ancora.
Il nome del Blog resterà quello che scelsi al momento della sua apertura.
Un saluto ai miei (pochi) amici e lettori,
Guglielmo Fedeli
lunedì 15 dicembre 2008
Precisazioni su Decidere Roma
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sabato 13 dicembre 2008
I Gazebo del PdL. Una farsa che mortifica lo spirito liberale e la partecipazione democratica nel nascente Popolo della Libertà

Riporto l'articolo di Fabio Massimo Fabrizio:
GAZEBAO
Saturday, 13 December 2008 12:46
Oggi comincia l'elezione dei delegati del PdL nei gazebo sparsi per la città.
"Domani i Gazebo della Vergogna" [S.B.]
"Vota NO alla lista bloccata e scrivi MARCO FOLLINI: se deve essere voto di protesta, che sia una protesta feroce!" [G.P.]
"Una bella presa per i fondelli" [E.S.]
"Nemmeno il Pd sarebbe in grado di concepire una simile sconcezza!" [N.C.]
"Abbiamo il dovere morale di denunciare questo scandalo su ogni blog liberale, aggregatore e socialnetwork...possibilmente anche sulla carta stampata!" [G.N.]
Sono questi alcuni dei commenti (e per giunta i più garbati) che imperversano sulla rete riguardo il metodo di votazione dei delegati del PdL al Congresso Nazionale.
Ma attenzione: essi emergono solo ed esclusivamente nei blog e social network del PdL che si richiamano espressamente ai princìpi liberali.
E' singolare, infatti, che nel think-tank pidiellino, che comprende l'Occidentale, l'Ircocervo, il Domenicale, RagionPolitica e il Velino, solo il liberalissimo "Tocqueville" si azzardi, con un fondo di Nicola Vacca, ad affrontare il problema.
Gli altri, quasi ad interessato contrappasso, si sono gettati sulle "mancate primarie del PD", nella migliore delle italiche tradizioni paraboliche istruite sotto la voce: "della pagliuzza e della trave".
Orbene, nonostante la mia dichiarata e trasparente fede per il PdL, i miei lettori mi conoscono per uomo libero. Ed io non voglio rinunciare a questa libertà, unica mia ragion d'essere, di fronte ad una "ragion politica" che, stante la delicatezza del momento e i rapporti di amicizia e di fiducia con parecchi membri del PdL, mi imporrebbero di tacere.
Così, provo a dare quella spiegazione che colleghi assai più autorevoli di me hanno, forse più saggiamente, saputo eludere con grazia ed arguto discernimento.
Le attuali elezioni dei delegati ai gazebo sono state fatte passare dalla macchina propagandistica del PdL come una grande rivincita del popolo elettore, come una rivoluzione liberale di un partito che parte dal basso. Qualcuno ha evocato il simbolo partecipativo della piramide rovesciata. Altri si sono lanciati in più audaci comparazioni con il metodo americano (parliamo di Ministri e leaders istituzionali del PdL, non di schegge impazzite).
Mi permetto, allora, una garbata perplessità rispetto a tutto questo, perché, a scavare, scopriamo che il metodo scelto ha davvero poco a che vedere con la grande democrazia americana.
Ai gazebo verranno infatti presentati due fogli. Nel primo figurano i 174 nomi di tutta la Regione scelti dal coordinamento regionale in collaborazione con quelli locali (ovvero cooptati tutti dall'alto). Essi potranno essere votati tutti insieme in blocco (quindi, liste bloccate), con un SI o con un NO.
Se l'elettore vota NO, dovrà passare al secondo foglio, in cui indicare i nomi dei suoi candidati in alternativa. Ma, attenzione: il regolamento di voto prevede la presa in considerazione di questi candidati in alternativa solo esclusivamente se la prima lista (quella bloccata) non raggiunge il 50% + 1 dei voti. Il che, onestamente, potrebbe essere fattibile solo per nomi del calibro di Lucherini qui ad Arezzo, in virtù del ricordo che gli aretini dedicano al proprio Ingegnere. Ma di fronte ad una lista di un intera regione così impostata, neanche un Montezemolo riuscirebbe nell'impresa. Mi vien da dire che è stato tutto studiato appositamente così.
Ebbene, in se per sé, tale imposizione da Prima Repubblica, non sarebbe peggiore di quella cui siamo abituati da anni.
Innanzitutto perché tali candidati, per ragioni evidentissime, peseranno assai meno rispetto ai colleghi cooptati per nomina, che sono tutti forieri di precedenti incarichi elettivi non solo legittimati da elezioni e congressi, ma anche vicini temporalmente per incarico.
Poi, perché, ragionando con il Cardinale Armand-Jean Duplessis Duca de Richelieu, giudico politicamente davvero suicida ridare in mano il partito agli elettori, dopo un'intensa, recentissima e combattuta stagione congressuale, che ha costruito una nuova classe politica territoriale di cui la coalizione che oggi governa il paese non può fare assolutamente a meno.
Terzo perché, proprio in Toscana, le dirigenze territoriali si sono dimostrate, nelle scelte, inconsuetamente lungimiranti: nella lista figurano numerosi delegati giovani e giovanissimi, con un gran numero di donne, nei cui confronti, visto anche la conoscenza personale che ho di loro - e non solo qui ad Arezzo - non posso che esprimere parole di sincero elogio e stima.
Tuttavia (e mi si perdoni), davanti alla tastiera cerco anche di mettermi dalla parte dell'ignaro elettore di centrodestra che oggi si recano al gazebo, e rifletto: se tutto questo fosse stato dichiarato in modo chiaro e trasparente fin dall'inizio, probabilmente l'elettore avrebbe fatto spallucce, attendendo momenti più propizi per vere primarie, ma apprezzando la sincerità e gli sforzi di rinnovamento profusi nella scelta dei candidati.
Invece qui è da mesi che si parla di queste elezioni come se l'elettore avesse tra le mani poteri decisori e decisivi che in realtà non possiede nemmeno lontanamente.
Una cosa è dire: dobbiamo fare così perché non possiamo fare altrimenti, ma nel farlo, ce la mettiamo tutta per rinnovare il partito e portare avanti i giovani. Così è onesto.
Altro è far passare tale comprensibile (anche se non storicamente giustificabile) scelta come compiuta da un corpo elettorale che in realtà, risulta, perdonatemi, cornuto e mazziato.
In conclusione: votiamo con serenità, fiducia e capacità di giudizio ciò che altri a monte hanno scelto per noi come la miglior cosa possibile.
Ma, per favore, non scomodiamo i sacri princìpi liberali della democrazia reale (specie quella americana) perché, allo stato dei fatti, sono un'illusione adatta solo a sognatori come me.
D'altronde, ad Arezzo si dice: "quando la vita si fa molle, al duro non s'artorna.
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giovedì 23 ottobre 2008

PRIMA DI CLICCARE PENSA!
(...che Gomorra potevi scriverlo tu)
Caro Sig. Mario Rossi, ti sei appena iscritto, nel social network che frequenti (e con le migliori intenzioni, che condivido), al gruppo “Salviamo l’Autore di Gomorra”.
Volevo invitare te, e tutte le centinaia di persone che, in buona fede, stanno aderendo a gruppi simili o costituendene di nuovi, a riflettere sulla portata del loro gesto.
Tutti noi vogliamo tutelare l’incolumità dell’autore di Gomorra. Ma immaginiamo per un attimo che l’autore fossi tu. Vorresti avere tutta questa pubblicità, visibilità e manifestazioni di solidarietà, oppure vorresti restare un qualsiasi semplice, onesto e buon cittadino? Sicuramente non vorresti mettere a rischio la tua vita nè la sicurezza delle persone a te care, anche se hai sentito il dovere di denunciare ciò che hai visto, che in tanti (chi più chi meno) abbiamo visto. Cerca allora di riflettere sul favore che stiamo facendo alla criminalità organizzata nell’individuare un obiettivo preciso, per giunta un semplice uomo inerme e (fino a ieri) indifeso. Se del libro avessimo scritto e firmato una pagina ciascuno, sarebbe stato difficile inquadrarci tutti come temibili nemici da abbattere. Inoltre il rischio e l’impegno sarebbero stati enormi rispetto al risultato. Ma colpire una sola persona, che ne rappresenta molti, non solo è più semplice, ma è più efficiente dal punto di vista dell’analisi costi/benefici. Colpiscine uno e ne avrai intimoriti centinaia, forse migliaia.
Uccidere un uomo è facile per un’organizzazione di professionisti del crimine, fosse anche il presidente degli Stati Uniti, il presidente del Consiglio italiano o un noto giudice con tanto di scorta. Molto più difficile uccidere o intimidire migliaia di Mario Rossi o Giuseppe Bianchi. Quel che vorrei dirti è che cliccare la tua solidarietà non è utile alla lotta alla camorra e a tutte le mafie del mondo. Sarebbe molto più utile che il tuo nome lo mettessi sotto una tua denuncia di un qualsiasi sopruso tu sia stato vittima o testimone. Lo so che sei, come me, un padre di famiglia, che temi ritorsioni dal vicino che sta costruendo la villetta abusiva, dall’automobilista che ha investito un pedone davanti ai tuoi occhi, dal capoufficio che sta commettendo un illecito a suo vantaggio e persino dal bullo del quartierino. Se ti può consolare ci sono degli psico-pedagoghi che ritengono più educativo e salutare, per la crescita dei giovani, l’esempio di un padre colpito o penalizzato perchè lottava per una giusta causa, piuttosto che un padre presente e socialmente ben integrato, ma già morto dentro perchè ha abdicato ai suoi principi ed ai suoi valori, nascondendosi dietro un “tengo famiglia”.
L’Italia, si sa, è un Paese di Santi, di martiri e di eroi...ma anche di traditori, di vigliacchi e quaqquaraquà; è un Paese di folle acclamanti, di raduni oceanici e marce di protesta ... ma anche di qualunquisti, imboscati e voltagabbana che saltano sul carro del vincitore.
E’ nella nostra cultura, condizionata dal cattolicesimo, considerarci tutti umili peccatori, senza possibilità di riscatto se non grazie a qualcuno che dia la sua vita per noi. Rendere l’autore di Gomorra un eroe ci mette in pace con la coscienza, perchè mettendolo su un piedistallo ed ergendolo a modello ideale, lo allontaniamo da noi, miseri mortali.
Siamo tutti solidali, purchè l’eroe faccia tutto da solo, senza chiamarci in causa e senza pretendere il nostro aiuto concreto; purchè il santo decida di farsi ammazzare lontano da casa nostra, per non doversi preoccupare del fastidioso fenomeno delle “pallottole vaganti” (peggiore delle "polveri sottili" di cui ci preoccupiamo quotidianamente) o della poca intelligenza delle bombe nostrane(meno intelligenti di una partenza durante il ponte di ferragosto).
Lo so che tu sei un cittadino “normale”, che semplicemente fa ogni giorno il suo dovere (anche se nessuno se ne accorge, ed a prescindere da ciò), che prima di criticare e pretendere che gli altri cambino e che il mondo diventi migliore, si preoccupa di migliorare se stesso e di dimostrarlo con opere ed azioni, non con le parole.
Proprio per questo ti chiedo, prima di cliccare la tua adesione, di pensare che puoi decidere tu se l’Autore debba considerarsi un eroe o un santo...e perciò votato inevitabilmente al martirio, oppure se dobbiamo considerarlo uno di noi, come te, vicino a te, uno che inviteresti domani a casa tua.
Comunque caro Mario, per questa volta non ti devi preoccupare, perchè il vero autore del noto best seller Gomorra, sono io! In realtà l’ho scritto sotto pseudonimo, ma ora rivelerò le mie generalità, firmando questo pezzo senza nascondermi più dietro un nick name.
Spero che il prossimo libro lo scriveremo insieme.
Guglielmo Fedeli
il cannocchiale
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mercoledì 8 ottobre 2008
Comunicato del Forum delle Associazioni liberali del PdL
Si è riunito stamani, presso la sede dell’Opinione, il forum delle Associazioni liberali del PdL. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di think tank, associazioni e media on e off line per costituire un network che raggruppi l’associazionismo liberale di centrodestra e si occupi di diverse tematiche, dall’ecologia liberale alla giustizia, dalle tasse ai diritti civili.Il Forum ha preannunciato il lancio di due iniziative specifiche: la prima volta a favorire il processo di democratizzazione interna ai partiti, se del caso anche con l’adozione di specifici strumenti normativi che assicurino la selezione democratica delle classi dirigenti e di quanti saranno chiamati a partecipare alle diverse competizioni elettorali, superando l’attuale sistema di cooptazione per nomina.
In ordine alla seconda iniziativa – rivolta alla necessità di un’immediata riforma del sistema elettorale - il Forum ha sottolineato l’urgenza di ristabilire un rapporto diretto tra eletto ed elettore, sì da poter permettere a quest’ultimo di esercitare il potere di controllo e di contestuale esercizio della sovranità popolare garantito dalla Costituzione.Il Forum chiede con forza che tali iniziative siano messe, da subito, all’ordine del giorno del Comitato dei Cento che sta lavorando alla costituzione del Popolo della Libertà. L’associazionismo liberale del Pdl, costituitosi in forum permanente, ha chiesto, infine, di poter partecipare ai lavori del Comitato dei Cento con un suo rappresentante.Da cento a centouno membri, il Pdl acquisterebbe la “carica” liberale necessaria per rappresentrare davvero quella la parte dei liberali che con i moderati ha scelto di sostenere Silvio Berlusconi.
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FORUM DELLE ASSOCIAZIONI LIBERALI DI CENTRODESTRA
Decidere Roma e Decidere-Entscheiden hanno partecipato all'incontro organizzato da NeoLib il 4 ottobre presso la sede romana dell'Opinione. Erano presenti numerose associazioni liberali blogger e think tank di centrodestra.
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domenica 31 agosto 2008
“Brunetta…facci sognare!”
Prof. Brunetta, ci faccia sognare … licenzi i “Dirigenti furbacchioni”!!!Che il Ministro Brunetta sia la più importante novità del governo Berlusconi quater, ormai lo riconoscono in molti. Che sia uno dei pochi liberali e liberisti presenti nella compagine governativa è un dato di fatto... e, comunque, è molto meglio un “neo-liberista/liberal-socialista" che un “liberista pentito” come Tremonti.
Per questo, quindi, non si può prescindere da una profonda riforma della Pubblica Amministrazione (e dei principi etici che ne dovrebbero sottendere l’azione) prima di poter parlare concretamente di liberalizzazione del mercato, di privatizzazioni, di riduzione del debito pubblico.
Il ruolo di Brunetta è, pertanto, non solo strategico, ma costituisce la nostra ultima speranza di rimettere in marcia questo Paese.
Il compito che ha sulle sue spalle è di portata titanica e l’impresa è ardua al limite dell’impossibile. Non possiamo che essere solidali con le sue scelte, ma vorrei ricordargli le sue stesse parole in un intervento pertinente ("Fannulloni d'Italia"): il pesce puzza dalla testa!
E’ opportuno e giusto richiamare chiunque al proprio dovere e punire esemplarmente i fannulloni di stato, parastato e di ogni altra categoria privilegiata. Ma è anche indispensabile dare il buon esempio, partendo dal chieder conto a chi ha diretto questo popolo di burocrati grazie a nomine politiche, a chi si è circondato di dirigenti e collaboratori incapaci ma di fiducia, a chi ha mortificato il merito promuovendo la condiscendenza e gli “yes-man”, contribuendo a livellare il management nazionale su livelli di mediocrità, permettendo il lassismo degli impiegati per mancanza di autorevolezza e per assenza di obiettivi da raggiungere e perseguire (se non i propri personalistici interessi).
Dunque, Signor Ministro, licenzi in tronco i dirigenti più inefficenti e strapagati e li sostituisca con giovani e validi manager, per dare un esempio a tutti coloro che si ritengono ingiustamente condannati dal sommario giudizio di “fannulloni” e che sarebbero invece disponibili ad un riscatto morale e professionale, se solo fossero guidati da veri dirigenti, che abbiano poteri e responsabilità coerenti e bilanciati, obiettivi misurabili in base ai quali valutare le loro prestazioni e la possibilità di premiare e punire i propri collaboratori in funzione delle performance, per poter formare team efficienti.
Se avrà il coraggio di effettuare epurazioni eccellenti, non legate a logiche di spoil system ma al risultato evidente di gestioni disastrose (senza peraltro offrire ai boiardi in questione “scivoli” e buonuscite da favola), si ritroverà al suo seguito un esercito entusiasta di “fannulloni per caso o per frustrazione” (fra i quali molte persone competenti e d’esperienza), non già come una novella armata Brancaleone, ma come un popolo smarrito alla ricerca del riscatto della propria dignità.
Questa, a mio modesto avviso, è la strada maestra da percorrere, il segnale forte da dare.
Lasciamo dunque Robin Hood agli inglesi ed alla foresta di Sherwood e teniamoci stretti il nostrano spigoloso ma amabile Brunetta dei ricchi e dei poveri.
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giovedì 15 maggio 2008
Daniele Capezzone sarà il nuovo portavoce di Forza Italia
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sabato 9 febbraio 2008
Grave attacco al sito di Decidere.net
Ciò che rende opaca la vicenda, oltre alla coincidenza con il periodo elettorale, è l'intensità del danno che si voleva procurare, frutto dell'azione di una mano chiaramente intenzionata a determinare una ferita mortale al sistema telematico, cuore del nostro network. La cosa appare - diciamo così - ancora più curiosa e singolare se si considera che, negli ultimi mesi, anche la sede "fisica" di decidere.net, in Via Barberini n°. 3, ha subìto due "visite" di "ladri", che hanno lungamente e ripetutamente "cercato" (chissà cosa pensassero di "trovare").
Fortunatamente si sono salvati la maggiorparte dei contenuti.
E' stato subito riattivato il sito http://www.decidere.tv/ , che ospita la webradio e la webtv, per consentire agli utenti di pubblicare i propri contenuti audiovideo), ed entro pochi giorni tornerà pienamente operativo anche il sito http://www.decidere.net/ (rimasto off-line per due giorni).
Decidere.net (che non è un partito ma un network, di cui i siti sono solo il "braccio" telematico) è nato il 4 luglio scorso, e si caratterizza per la produzione di contenuti, l'elaborazione di documenti e proposte, la realizzazione di appuntamenti pubblici, a partire dai temi dell'economia liberale. A qualcuno, forse, questa attività non piace: una ragione di più per proseguirla, rafforzarla ed estenderla, a partire dai siti locali del network, come Decidere Roma!
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