lunedì 26 novembre 2007

Il Premier fantasma

Altro che ectoplasmi ...

in Italia esiste un "Premier fantasma”!
Ai tempi della prima (e della seconda) Repubblica, esisteva un Presidente del Consiglio dei Ministri (che per brevità ed esterofililia linguistica chiameremo Premier), incaricato dal Presidente della Repubblica (che per rassegnazione chiameremo Napolitano) che avviava le consultazioni con i leader dei vari partiti politici allo scopo di formare un governo che avesse la fiducia (ossia la maggioranza dei voti) in Parlamento.
Ai nostri tempi, senza che nessuno se ne sia accorto (e tantomeno la “vigile” casta dei giornalisti), esiste un segretario (eletto con delle “primarie” che non hanno alcuna rilevanza giuridica né costituzionale) di un partito (che non è mai stato votato alle elezioni politiche, in quanto, semplicemente, non esisteva alla data della formazione dell’attuale Parlamento) che indice formalmente (e con grande rilevanza mediatica) delle consultazioni politiche che, in teoria, dovrebbero avere un’importanza fondamentale per gli assetti, non solo politici, ma persino costituzionali, del nostro Paese.
Veltroni, annunciano pomposi i vari TG, ha avviato le consultazioni, partendo dai partiti d’opposizione e rispettando la “tradizione” formale (per un vero Premier incaricato, non per un fantasma) dell’ordine inverso a quello d’importanza (ossia di peso politico), partendo dal leader Fini(to) di AN, per finire con Berlusconi.
Piccolo particolare: ma ci siamo forse tutti dimenticati che esiste un governo in carica, il cui Premier si chiama Prodi, che semplicemente se ne frega di tutto ciò che dice e fa l’opposizione e tira dritto per la sua strada? Questo governo decotto, che lo stesso Veltroni dice di voler salvare (essendo ancora illegale l’eutanasia) fino a fine legislatura, continua ad occuparsi in silenzio dei propri “affarucci” (robetta del tipo: acquisizione e fusione di Banche; nomina dei vertici Rai e, per ultimo, di Telecom; “privatizzazione” [ha, ha, ha!] dell’Alitalia) senza che nessuno si interessi a come si sta gestendo il nostro povero Paese e quali siano i programmi futuri del governo stesso.
Siamo di fronte ad una schizofrenia mediatica, dove Prodi e Veltroni agiscono come il Dr. Jekyll e Mr. Hide.
Abbiamo un governo in carica che agisce nell’ombra, mentre c’è, di fatto, un governo ombra (guidato da un leader della stessa maggioranza e persino dello stesso partito del Premier) che straparla sotto i riflettori della televisione e della stampa.
Sono io che ho le visioni …o sono ciechi gli italiani?

Guglielmo Fedeli (pubblicato su Agorà 11minuti)

giovedì 22 novembre 2007

Bluff, contro-bluff e polpette avvelenate - (la vera storia della legge elettorale)


Veltroni ha aperto le ostilità con un bluff sopraffino. Mentre tutti si aspettavano che difendesse il bipolarismo che, come spiegavano i politologi, sarebbe convenuto in termini elettorali al PD (essendo il partito leader del centrosinistra e togliendo di mezzo i cespuglietti litigiosi), il teorico del “ma-anchismo” rinnega ancora se stesso e la sua manifestata simpatia per il referendum. Eccolo quindi inventarsi un sistema proporzionale, senza premio di maggioranza e con correzione alla spagnola (olè!). E’ forse impazzito? Non è stato Veltroni bensì Crozza mascherato da Veltroni a dare il tanto atteso pronunciamento sulla legge elettorale?
Noooo, è solo un bluff! Per tener buoni i cespuglietti al governo e cercare di crear scompiglio nel centro destra, allettando Pierfi in Caltagirone con la possibilità del “grande centro” e strizzando l’occhio alla Lega con la correzione spagnola sui collegi elettorali. Tanto sa benissimo che la sua proposta di legge non troverà mai la maggioranza in Parlamento, ma otterrà così due risultati: passerà comunque per un volenteroso riformatore … ed allungherà contemporaneamente la vita al malato terminale Prodi. Complimenti!
Il grande statista Fini(to), accecato dall’odio verso Berlusconi (o dall’amore?), abbocca come un tonno e si precipita ad annunciare che si è aperta la stagione delle riforme e che è pronto a collaborare con Veltroni! Ma come? Non era lui il bipolarista convinto? Non si era impegnato per il referendum? Come crede di poter mediare un accordo partendo da due ipotesi di legge elettorale così in contrasto fra loro?
E quì arriva il genio di Berlusconi. "Ok, dice, vedo!" Spariglia tutte le carte in tavola e dichiara che si siederà lui con Walter, per accordarsi (bluff n°.2) sulla base della proposta bluff n°1. Polpetta avvelenata rigettata nel campo dell’avversario … e tutti preoccupati che non sanno più che pesci prendere (tra lo sgomento dei migliori politologi). Fini ormai delira con la bava alla bocca, Casini teme che il grande centro se lo faccia Berlusconi senza di lui, i cespugli impazziscono all’idea che Berlusconi possa avallare la proposta di Veltroni, condannandoli ad un’inesorabile scomparsa. Tutti in fine preoccupati che possa nascere il mitologico mostro bicefalo: il Veltrusconi! (Governo bipartito, stile “Gross Koalizionen Ja?”: 65% e tutti a casa; Schnell, nein Cafini, nein cespuglien!).
L’unico che non perde la calma è l’altro pokerista professionista, che ha bluffato sapendo di non avere niente in mano. E con calma, serenamente, con moderazione e pacatezza, rialza la posta sul tavolo: niente elezioni anticipate, bensì riforme costituzionali!
E no, adesso basta, finitela! Ormai l’abbiamo capito a che gioco state giocando (per primi Mastella e Diliberto). Ma di quale nuova legge elettorale state cianciando? Una qualsiasi proposta di legge comune B+V avrebbe la maggioranza solamente in teoria, perché questo parlamento non potrà mai approvarla, in quanto subito prima cadrebbe l’attuale governo (Mastella l’ha già detto che uscirebbe anche lui dalla maggioranza…e buonanotte a Prodi), quindi la palla passerebbe nelle mani di Napolitano (scusatemi se non riesco proprio a chiamarlo Presidente) e si aprirebbero nuovi scenari…o elezioni anticipate con l’attuale “porcellum”. Ma prima di tutto ciò c’è l’incognita referendum, che se passasse alla Consulta farebbe cadere prima il bluff di entrambi i giocatori…che potrebbero a quel punto decidere di tornare a fare i bipolaristi maggioritari. Insomma…tanto rumore per nulla!

Guglielmo Fedeli (pubblicato su l'Opinione del 24/11/2007)

lunedì 19 novembre 2007

Dichiarazione di Daniele Capezzone sul PPL

"La proposta lanciata da Silvio Berlusconi mi pare di notevole interesse. L'italia ha bisogno di fatti politici nuovi e di rotture rispetto all'esistente. L'unica cosa che il Paese non può permettersi, infatti, è rimanere nell'attuale paralisi politica. Eppure, larga parte della politica politicante sembra non comprendere questa drammatica esigenza di voltare pagina, di aprire un capitolo diverso, e resta prigioniera di dinamiche di Palazzo." (da Il Tempo, 19/11/2007)

Nasce il Partito del Popolo italiano delle Libertà

Berlusconi annuncia che andrà avanti da solo, e con chi lo vorrà seguire, nella costruzione del partito unico del centro destra, mollando Fini, Casini, Bossi ... e i vecchi "parrucconi della politica".
Il leader, già dimezzato, di AN è Fini(to). Dopo essere stato "sdoganato" dal Cavaliere, è stato infine scaricato. Quello che avrebbe dovuto essere il delfino, ormai sembra piuttosto un tonno.
Del "grande centro" del nostalgico democristiano Pierfi in Caltagirone e delle ripetute prove di tradimento non se ne poteva più già da un bel pezzo. Tornerà a fare il portaborse, ma non di Forlani, forse di Mastella o di Veltroni.
Speriamo che al nuovo progetto politico aderiscano forze nuove della società civile ed i pochi liberali che ci sono in giro, in maniera da dare al neonato partito un taglio liberal-popolare, piuttosto che imbarcare nostalgici della balena bianca.

venerdì 9 novembre 2007

Spegnete Pecoraro... prima che ci spenga lui!

Se fosse così facile creare energia...


potremmo produrla anche da una zucca verde!


A venti anni di distanza dal suicidio energetico dell'Italia, riconsiderare l'utilizzo dell'energia nucleare è ormai obbligatorio (anche per rispettare gli accordi di kyoto sulle emissioni...tanto care ai verdi).

mercoledì 7 novembre 2007

Daniele Capezzone si dimette dalla Presidenza della Commissione e dal gruppo della RNP

In una conferenza stampa tenuta oggi alla Camera, l'On. Daniele Capezzone ha annunciato le sue dimissioni dalla Presidenza della Commissione Attività produttive e dal Gruppo della Rosa nel Pugno, inoltrando larichiesta di aderire al Gruppo Misto.
Decidere Roma apprezza questo gesto di coraggio e coerenza politica ed invia a Daniele i migliori auguri per un nuovo percorso politico di successo ... con dec!dere.net.
Ad Maiora!

Leggi il testo integrale della lettera inviata da Capezzone al Presidente della Camera sul sito Decidere.net!