domenica 31 agosto 2008

“Brunetta…facci sognare!”

Prof. Brunetta, ci faccia sognare … licenzi i “Dirigenti furbacchioni”!!!

Che il Ministro Brunetta sia la più importante novità del governo Berlusconi quater, ormai lo riconoscono in molti. Che sia uno dei pochi liberali e liberisti presenti nella compagine governativa è un dato di fatto... e, comunque, è molto meglio un “neo-liberista/liberal-socialista" che un “liberista pentito” come Tremonti.
In un Paese che stenta a diventare normale, come l’Italia, parlare di liberismo in stile anglosassone (di destra o di sinistra che dir si voglia) rimane purtroppo uno sterile sforzo intellettuale se non si prende seriamente in considerazione che siamo uno degli stati occidentali più statalisti, nel quale il concetto di Public Company si traduce in azienda a controllo pubblico e nel quale il peso della burocrazia soffoca la possibilità di crescita delle imprese private, mentre l’inefficienza del sistema (a partire dalla giustizia, per finire con le reti infrastrutturali) costituisce una zavorra che non ci permette più (nell’epoca dalla moneta unica europea) di essere competitivi sui mercati globalizzati.
Per questo, quindi, non si può prescindere da una profonda riforma della Pubblica Amministrazione (e dei principi etici che ne dovrebbero sottendere l’azione) prima di poter parlare concretamente di liberalizzazione del mercato, di privatizzazioni, di riduzione del debito pubblico.
Il ruolo di Brunetta è, pertanto, non solo strategico, ma costituisce la nostra ultima speranza di rimettere in marcia questo Paese.
Il compito che ha sulle sue spalle è di portata titanica e l’impresa è ardua al limite dell’impossibile. Non possiamo che essere solidali con le sue scelte, ma vorrei ricordargli le sue stesse parole in un intervento pertinente ("Fannulloni d'Italia"): il pesce puzza dalla testa!
E’ opportuno e giusto richiamare chiunque al proprio dovere e punire esemplarmente i fannulloni di stato, parastato e di ogni altra categoria privilegiata. Ma è anche indispensabile dare il buon esempio, partendo dal chieder conto a chi ha diretto questo popolo di burocrati grazie a nomine politiche, a chi si è circondato di dirigenti e collaboratori incapaci ma di fiducia, a chi ha mortificato il merito promuovendo la condiscendenza e gli “yes-man”, contribuendo a livellare il management nazionale su livelli di mediocrità, permettendo il lassismo degli impiegati per mancanza di autorevolezza e per assenza di obiettivi da raggiungere e perseguire (se non i propri personalistici interessi).
Dunque, Signor Ministro, licenzi in tronco i dirigenti più inefficenti e strapagati e li sostituisca con giovani e validi manager, per dare un esempio a tutti coloro che si ritengono ingiustamente condannati dal sommario giudizio di “fannulloni” e che sarebbero invece disponibili ad un riscatto morale e professionale, se solo fossero guidati da veri dirigenti, che abbiano poteri e responsabilità coerenti e bilanciati, obiettivi misurabili in base ai quali valutare le loro prestazioni e la possibilità di premiare e punire i propri collaboratori in funzione delle performance, per poter formare team efficienti.
Se avrà il coraggio di effettuare epurazioni eccellenti, non legate a logiche di spoil system ma al risultato evidente di gestioni disastrose (senza peraltro offrire ai boiardi in questione “scivoli” e buonuscite da favola), si ritroverà al suo seguito un esercito entusiasta di “fannulloni per caso o per frustrazione” (fra i quali molte persone competenti e d’esperienza), non già come una novella armata Brancaleone, ma come un popolo smarrito alla ricerca del riscatto della propria dignità.
Questa, a mio modesto avviso, è la strada maestra da percorrere, il segnale forte da dare.
Lasciamo dunque Robin Hood agli inglesi ed alla foresta di Sherwood e teniamoci stretti il nostrano spigoloso ma amabile Brunetta dei ricchi e dei poveri.
Allora... Brunetta, facci sognare!

(pubblicato su "Tocqueville")