Come volevasi dimostrare, il tanto atteso esito dell’incontro Veltroni - Berlusconi ha di fatto deluso tutti coloro che si aspettavano una svolta epocale nella politica italiana e rassicurato quelli che temevano la nascita del Veltrusconi. Insomma, il solito teatrino … e le cose restano così com’erano.
Sulla legge elettorale non si è detto nulla di nuovo, mentre sulle riforme istituzionali … neanche! Tutti sono rimasti sulle posizioni che avevano preventivamente dichiarato.
La cosa più imbarazzante è stata la conferenza stampa, dove i due leader hanno cercato di parlare senza dire niente (in ciò bisogna riconoscere la maggiore capacità ed esperienza di Veltroni, mentre Berlusconi, a disagio, si è salvato con le sue proverbiali battute). In finale Berlusconi/Ratzinger ha sciolto il consesso con un pastorale “il Bluff è finito, andate a casa”, mentre Veltroni/Crozza concludeva pacatamente sintetizzando i risultati del suo paziente e sereno lavoro: “è stato un nulla di fatto, ma anche un grande successo!”.
C’è chi esalta l’evento storico del colloquio fra un ex comunista ed il più mostruoso dei capitalisti (un po’ come l’incontro fra Nixon e Mao-Tze Tung), chi lo paragona alla caduta del muro di Berlino. Peccato che di straordinario non ci sia proprio nulla. Berlusconi e Veltroni si parlano tranquillamente da circa dieci anni in pubblico (e recentemente anche in privato). Dunque la novità dov’è? Dalla scelta del fatidico giorno si direbbe che si fossero messi d’accordo solo per “oscurare” l’incontro fra Prodi e Sarkozy e la relativa conferenza stampa.
In realtà un risultato lo hanno ottenuto entrambi i protagonisti. Veltroni si è accreditato come vero Premier (relegando Prodi al ruolo di Premier ectoplasma) e padre di ogni riforma possibile in questo Paese (a proposito, ma Vannino Chiti che fine ha fatto? Non è forse il “Ministro per le Riforme Costituzionali” in carica?). Berlusconi si è smarcato dagli alleati ed ora ha finalmente le mani libere per dedicarsi alla costruzione del Partito del Popolo delle Libertà (lo so, Libertà sarebbe al singolare…ma, almeno finchè non sarà confermato, mi piace di più immaginarlo così!).
E la legge elettorale? Ve l’avevo detto che non si farà…almeno non con questo governo.
Gli scenari erano e restano due: o il governo cade e si va ad elezioni con questa legge elettorale, oppure si farà un governo tecnico-istituzionale per varare una nuova legge e, forse, anche un minimo di riforme costituzionali (e questo è stato probabilmente il vero tema di cui si è discusso nell’incontro a porte chiuse).
Tutto ciò lo sapremo a gennaio, dopo il parere della Consulta sui quesiti referendari.
Sulla legge elettorale non si è detto nulla di nuovo, mentre sulle riforme istituzionali … neanche! Tutti sono rimasti sulle posizioni che avevano preventivamente dichiarato.
La cosa più imbarazzante è stata la conferenza stampa, dove i due leader hanno cercato di parlare senza dire niente (in ciò bisogna riconoscere la maggiore capacità ed esperienza di Veltroni, mentre Berlusconi, a disagio, si è salvato con le sue proverbiali battute). In finale Berlusconi/Ratzinger ha sciolto il consesso con un pastorale “il Bluff è finito, andate a casa”, mentre Veltroni/Crozza concludeva pacatamente sintetizzando i risultati del suo paziente e sereno lavoro: “è stato un nulla di fatto, ma anche un grande successo!”.
C’è chi esalta l’evento storico del colloquio fra un ex comunista ed il più mostruoso dei capitalisti (un po’ come l’incontro fra Nixon e Mao-Tze Tung), chi lo paragona alla caduta del muro di Berlino. Peccato che di straordinario non ci sia proprio nulla. Berlusconi e Veltroni si parlano tranquillamente da circa dieci anni in pubblico (e recentemente anche in privato). Dunque la novità dov’è? Dalla scelta del fatidico giorno si direbbe che si fossero messi d’accordo solo per “oscurare” l’incontro fra Prodi e Sarkozy e la relativa conferenza stampa.
In realtà un risultato lo hanno ottenuto entrambi i protagonisti. Veltroni si è accreditato come vero Premier (relegando Prodi al ruolo di Premier ectoplasma) e padre di ogni riforma possibile in questo Paese (a proposito, ma Vannino Chiti che fine ha fatto? Non è forse il “Ministro per le Riforme Costituzionali” in carica?). Berlusconi si è smarcato dagli alleati ed ora ha finalmente le mani libere per dedicarsi alla costruzione del Partito del Popolo delle Libertà (lo so, Libertà sarebbe al singolare…ma, almeno finchè non sarà confermato, mi piace di più immaginarlo così!).
E la legge elettorale? Ve l’avevo detto che non si farà…almeno non con questo governo.
Gli scenari erano e restano due: o il governo cade e si va ad elezioni con questa legge elettorale, oppure si farà un governo tecnico-istituzionale per varare una nuova legge e, forse, anche un minimo di riforme costituzionali (e questo è stato probabilmente il vero tema di cui si è discusso nell’incontro a porte chiuse).
Tutto ciò lo sapremo a gennaio, dopo il parere della Consulta sui quesiti referendari.
Guglielmo Fedeli - Pubblicato su Neo-lib.eu - aggregato da perilpartitodellelibertà



2 commenti:
Volevo solo dirti che appena ricevuto il tuo invito non potevo proprio non passare a trovarti.
PS. Riguardo l'incontro Berlusconi-Veltroni, ti aspettavi che da due tipi del genere uscisse un qualcosa di costruttivo? Mah...
PS. Ti sto linkando proprio adesso, il solo ed unico che ha ancora decidere come titolo del blog.
Grazie.
Spero di non dover cambiare anch'io nome al mio blog. Visto come vanno le cose, potrei chiamarlo "non decidere a roma!"
:-)
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