giovedì 6 dicembre 2007

Prodi-neve e i sette nani


Passato lo sgomento per la polpetta avvelenata, lanciata dal mostro Veltrusconi, come d’incanto si risvegliò il Premier fantasma Prodi-neve. Appena aprì gli occhi … subito li richiuse, poi li riaprì, si guardò attorno e vide i sette nani, ancora spaventati ma rissosi come sempre e, cosa più triste, il suo governo che si stava sciogliendo come neve al sole.

Più vicino c’era Mastellino poi, via via, i vari Mussolo, Scaniolo, Bertinottolo, Dipietrolo, Dilibertolo e Bosello (che aveva preso il posto dell’ormai delirante Pannellolo, partito da solo a combattere i mulini a vento nel lontano Regno Catto-clerico-sfascista). In uno dei rari momenti di veglia, per rassicurare i suoi nanetti, esclamò: “sono io il vostro garante!”.

Sembrava quasi svanita la paura del Veltrusconi e della riforma elettorale, quando il più brontolone e più autorevole dei nani, Bertinottolo, rispose: “la missione è fallita, andiamo tutti a casa!”.

I nanetti ricominciarono allora a tremare ed a litigare fra loro attribuendosi reciprocamente le colpe della crisi e scambiandosi accuse infamanti. Al solo pensiero di dover affrontare il percorso che li avrebbe riportati a casa, tra dicembre e giugno, fra ostacoli enormi da superare, sembravano essersi ancor più rimpiccioliti. Ecco allora paventarsi il problema della sicurezza nelle strade (con il Veltrusconi sempre in agguato), poi il Welfare (altro animale strano, probabilmente peloso e vorace, che tutti nominano ma nessuno conosce), il mitico Referendum (che fa tanta paura prima dello scontro, ma dopo però, anche se perdi, non succede niente), il Governissimo (che se lo conosci lo eviti) ed, infine, l’insuperabile soglia di sbarramento! Ma la cosa che più li rattristava non era affrontare questi pericoli, quanto doverlo fare ora, senza essere ancora arrivati alla pensione garantita! Già qualcuno si immaginava fagocitato dal mostro bicefalo, qualcun altro era certo di sparire nel nulla (all’apertura delle urne non avrebbero ritrovato neanche le ceneri!).
Certo nel Regno azzurro le cose non è che andassero molto meglio.

La vecchia casa delle libertà era andata distrutta in un soffio, i delfini erano stati mattati, il Cavaliere azzurro, per influsso della strega democratica (no, non la Bindi … ma Veltronia in persona!), mentre saliva sul predellino del suo cavallo, si era improvvisamente (ma sembra solo momentaneamente) trasformato nel mostro mitologico di cui sopra, mangiandosi in un sol boccone i due suoi figlioli indisciplinati.

Solo la nascita di una bimba e del prossimo principino di Azzurra, allietava ancora il popolo delle libertà, insieme con la speranza che l’incantesimo svanisse ed il Cavaliere tornasse alla carica recuperando le truppe disperse e frastornate.
(…il seguito alla prossima puntata)
Guglielmo Fedeli - Pubblicato su Tocque-ville

sabato 1 dicembre 2007

Tanto rumore per nulla



Come volevasi dimostrare, il tanto atteso esito dell’incontro Veltroni - Berlusconi ha di fatto deluso tutti coloro che si aspettavano una svolta epocale nella politica italiana e rassicurato quelli che temevano la nascita del Veltrusconi. Insomma, il solito teatrino … e le cose restano così com’erano.
Sulla legge elettorale non si è detto nulla di nuovo, mentre sulle riforme istituzionali … neanche! Tutti sono rimasti sulle posizioni che avevano preventivamente dichiarato.
La cosa più imbarazzante è stata la conferenza stampa, dove i due leader hanno cercato di parlare senza dire niente (in ciò bisogna riconoscere la maggiore capacità ed esperienza di Veltroni, mentre Berlusconi, a disagio, si è salvato con le sue proverbiali battute). In finale Berlusconi/Ratzinger ha sciolto il consesso con un pastorale “il Bluff è finito, andate a casa”, mentre Veltroni/Crozza concludeva pacatamente sintetizzando i risultati del suo paziente e sereno lavoro: “è stato un nulla di fatto, ma anche un grande successo!”.
C’è chi esalta l’evento storico del colloquio fra un ex comunista ed il più mostruoso dei capitalisti (un po’ come l’incontro fra Nixon e Mao-Tze Tung), chi lo paragona alla caduta del muro di Berlino. Peccato che di straordinario non ci sia proprio nulla. Berlusconi e Veltroni si parlano tranquillamente da circa dieci anni in pubblico (e recentemente anche in privato). Dunque la novità dov’è? Dalla scelta del fatidico giorno si direbbe che si fossero messi d’accordo solo per “oscurare” l’incontro fra Prodi e Sarkozy e la relativa conferenza stampa.
In realtà un risultato lo hanno ottenuto entrambi i protagonisti. Veltroni si è accreditato come vero Premier (relegando Prodi al ruolo di Premier ectoplasma) e padre di ogni riforma possibile in questo Paese (a proposito, ma Vannino Chiti che fine ha fatto? Non è forse il “Ministro per le Riforme Costituzionali” in carica?). Berlusconi si è smarcato dagli alleati ed ora ha finalmente le mani libere per dedicarsi alla costruzione del Partito del Popolo delle Libertà (lo so, Libertà sarebbe al singolare…ma, almeno finchè non sarà confermato, mi piace di più immaginarlo così!).
E la legge elettorale? Ve l’avevo detto che non si farà…almeno non con questo governo.
Gli scenari erano e restano due: o il governo cade e si va ad elezioni con questa legge elettorale, oppure si farà un governo tecnico-istituzionale per varare una nuova legge e, forse, anche un minimo di riforme costituzionali (e questo è stato probabilmente il vero tema di cui si è discusso nell’incontro a porte chiuse).
Tutto ciò lo sapremo a gennaio, dopo il parere della Consulta sui quesiti referendari.

Guglielmo Fedeli - Pubblicato su Neo-lib.eu - aggregato da perilpartitodellelibertà